Prestazioni odontoiatriche gratuite: come gestirle

prestazioni odontoiatriche gratuite

Negli studi odontoiatrici, una pratica assai diffusa, utilizzata per acquisire nuovi pazienti oppure per curare i propri parenti, è rappresentata dall’esecuzione di prestazioni a titolo gratuito.

La maggior parte degli studi dentistici ed odontoiatrici eseguono una prima visita gratuita, con lo scopo di attirare i nuovi pazienti che per la prima volta hanno accesso allo studio. 

Dal punto di vista fiscale, è possibile effettuare operazioni del genere? La risposta è affermativa.

Un professionista che decida di offrire prestazioni odontoiatriche gratuite, dovrà documentare il tutto al fine di poter scaricare fiscalmente i costi derivanti da tali prestazioni.

Imparare a gestire visite gratuite è fondamentale, affinché una struttura non abbia danni economici derivanti da questa pratica, ma al contrario un aumento dei guadagni grazie alla visibilità che ne consegue. 

In questo articolo vedremo i diversi fattori da tenere in considerazione per agire con efficienza e professionalità.

Tipologie di prestazioni odontoiatriche gratuite

Come accennato in precedenza, solitamente sono di due tipi:

  • Quelle mirate all’acquisizione di nuovi pazienti: il professionista concorda un primo appuntamento gratuito con il paziente, effettua una visita di controllo, riscontra le criticità ed emette un preventivo per la risoluzione.
  • Quelle dedicate ad amici o parenti: in questo caso, la prestazione gratuita non si ferma alla prima visita, ma riguarda generalmente la totale o quasi totalità della terapia.

Come comportarsi fiscalmente

Dal punto di vista fiscale, il professionista dovrà sempre emettere la documentazione necessaria relativa ad ogni prestazione lavorativa effettuata, e questo vale ovviamente anche per quelle a titolo gratuito: stiamo parlando del preventivo e della fattura, affinché eventuali controlli da parte delle autorità competenti non diano alcun problema di sorta.

Per maggior tutela del professionista, è buona norma far sottoscrivere al cliente una dichiarazione in cui risulti la gratuità della prestazione.

L’importo indicato sarà pari a zero, perché il professionista o la struttura odontoiatrica non avrà percepito nessun compenso.

Come già detto, è anche possibile dedurre i costi delle prestazioni gratuite, a patto che siano congrui a quanto dichiarato nella documentazione fiscale.

Come calcolare il valore della prestazione gratuita.

Eseguire prestazioni gratuite rientra nel campo delle operazioni di marketing, perché questa prassi è considerata un ottimo metodo per attirare potenziali nuovi pazienti. In realtà questa  rappresenta anche un rischio per il professionista: nel caso in cui il paziente, dopo la prima visita gratuita, decida di affidarsi ad un’altra struttura, la perdita economica avrà un valore non indifferente.

Per calcolare il valore di un prestazione gratuita bisogna tener presenti diversi fattori, quali:

  • Tempo sottratto ad un altro paziente pagante
  • Costo del collaboratore che esegue la prestazione
  • Costi variabili dei materiali utilizzati 
  • Costi fissi di gestione, quali dipendenti, luce, acqua, etc.

Il calcolo del costo di una prestazione varia di studio in studio e può essere calcolato in autonomia dal titolare dello studio che possiede e ha confidenza con i propri dati o più facilmente da un consulente esperto in odontoiatria.

Conclusioni

Concludiamo questo articolo con un monito proveniente direttamente dalla Corte di Cassazione: un elevato numero di prestazioni gratuite, a fronte di un numero troppo inferiore di prestazioni a pagamento, potrebbe far ritenere non idonea la contabilità di uno studio dentistico, che andrebbe così incontro ad accertamenti induttivi. È altresì fondamentale che un professionista si rivolga ad un commercialista affidabile e competente, in modo da avere una contabilità precisa e trasparente.