Il comma 8 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2022 prevede che, a decorrere dal 1 gennaio 2022, l’IRAP non sia più dovuta “dalle persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni di cui alle lettere b) e c) del comma 1 dell’articolo 3 del decreto legislativo 446/1997.

Nonostante le numerose delucidazioni, però, restano alcuni dubbi sull’accostamento tra posizioni individuali e posizioni collettive. In più non vengono menzionati i soggetti in regime forfettario né i contribuenti in regime “di vantaggio”.

Gli studi associati e le società tra professionisti

Nel caso degli studi associati e delle società tra professionisti, trattandosi di enti collettivi non potranno beneficiare di alcun esonero.

La Suprema corte, ha confermato la facoltà del contribuente di dimostrare l’insussistenza dell’esercizio in forma associata dell’attività svolta, svolgendo le rispettive attività in modo autonomo (Cassazione sezioni unite, sentenza 7291/2016).

Esempio

Professionista con dipendenti.

Un professionista (medico, notaio, commercialista..) che svolge la propria attività in forma individuale, fino al 2021 ha sempre assolto l’Irap in quanto titolare di uno studio, con dipendenti e una struttura organizzata. Dal 2022 è possibile applicare l’esonero Irap previsto dalla Legge di Bilancio (L.234/2021)?

La risposta è positiva, in quanto il comma 8 dell’art. 1 della L. di Bilancio prevede l’esclusione dal tributo per tutti i soggetti che esercitano l’attività professionale in forma individuale, indipendentemente dal numero di dipendenti e dal costo dei beni con cui l’attività stessa viene svolta.

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