La dichiarazione dei redditi 2022 sarà un test per le spese detraibili al 19%.

La tracciabilità

Se nei modelli dichiarativi dello scorso anno, e relativi al 2020, questi oneri sono passati a 27,2 miliardi dai quasi 32 miliardi di euro del 2019, sarà interessante valutare l’impatto del vincolo di tracciabilità delle spese mediche.

Le spese mediche, veterinarie e sanitarie in genere, saldate con pagamenti tramite carte, bonifici o altri sistemi digitali, sono già trasmesse dai professionisti/strutture sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria: transitando, dunque, nella dichiarazione precompilata.

L’obbligo di pagamento tracciabile è escluso per medicinali, dispositivi medici e prestazioni sanitarie presso strutture sanitarie pubbliche o  accreditate con il sistema sanitario nazionale.

Se invece la spesa è stata sostenuta in parte con strumenti tracciabili e in parte in contanti, il medico avrà trasmesso al STS l’intero importo con l’indicazione “non tracciato.

Se invece una spesa detraibile è stata trasmessa per errore come “non tracciata”, o non è stata trasmessa affatto, il contribuente può rettificare il modello 730 precompilato, inserendo l’importo. In tal caso, però, dev’essere in grado di documentare la spesa e la modalità di pagamento.

Come funziona la rettifica

La rettifica di un qualsiasi dato di spesa fa sì che la precompilata non si consideri “accettata”, perdendo così la possibilità di essere esonerati dai controlli documentali sugli oneri deducibili e detraibili.

Sarà allora necessario documentare tutte le spese indicate nel 730, non solo quelle rettificate, conservando i giustificativi fino al 31 dicembre 2027. Parliamo di:

  • ricevute di carte e bancomat; 
  • estratti conto;
  • copie di bollettino postale; 
  • ricevute elettroniche;
  • pdf stampati;
  • sms;
  • ricevute in app.

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