Il regime di trasparenza fiscale per le “piccole” Srl prevede che il reddito prodotto dalla società sia tassato in capo ai soci, come avviene per le società di persone.

Si tratta di un regime opzionale, introdotto per evitare la doppia tassazione degli utili societari, che viene prima tassata ai fini IRES in capo alla società e successivamente gli utili netti distribuiti (già tassati) sono soggetti all’imposta sostitutiva del 26% trattenuta dalla società ai soci mediante ritenuta a titolo d’imposta.

Possono aderire a questo regime le Srl con un numero di soci uguale o inferiore a 10, comprese le Srl semplificate e le Srl a capitale ridotto con ricavi nell’anno precedente non superiori a 5.164.569 euro. Tale regime è applicabile anche alle società neo-costituite prive di parametri di riferimento.

Parallelamente, possono aderire anche le SOC. COOP a RL (art. 2510 e segg. CC) con numero soci inferiore a 20 i cui soci sono esclusivamente persone fisiche, quindi anche alle Srl unipersonali.

L’opzione ha una durata minima di 3 anni e viene rinnovata automaticamente, salvo esplicita richiesta di revoca.

Per quanto concerne il regime di tassazione tali società sono assoggettate soltanto all’IRAP. Il reddito viene imputato, in proporzione alle quote di partecipazione agli utili, nel medesimo anno in cui è prodotto dalla società e nella stessa proporzione sono imputate le ritenute e i crediti d’imposta della società. L’imputazione avviene sulla base della situazione dei soci a fine anno.

Nel caso di mutamento delle quote societarie, si applicano le regole stabilite per le società di persone. Pertanto, se la compagine sociale è mutata, gli effetti della variazione decorrono dallo stesso anno, mentre se i soci sono gli stessi, gli effetti decorrono dall’anno successivo.

Le perdite fiscali della società conseguite durante il periodo di trasparenza sono imputate ai soci in proporzione alle quote di partecipazione alle perdite (che potrebbero essere diverse dalle quote di partecipazione agli utili).

In tal caso opera il limite del patrimonio netto, così determinato:

PN (macroclasse A) + Perdita (A.IX) + Conferimenti entro la data di bilancio

Le perdite che superano il limite della quota di Patrimonio Netto del socio riducono il reddito della società, mentre le perdite pregresse assegnate ai soci prima dell’adozione del regime di trasparenza fiscale non possono essere utilizzate per compensare il reddito attribuito dalla società.

Si sottolinea che la distribuzione di utili e riserve formate durante il regime di trasparenza non concorrono al reddito dei soci.

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