La Break Even Analysis è una metodologia di analisi ampiamente conosciuta nel settore finanziario e può offrire un sostegno prezioso per comprendere la dinamica dei costi fissi e variabili, nonché per determinare i volumi/ricavi minimi necessari per raggiungere il punto di pareggio.

Questa metodologia, tuttavia, può anche essere utilizzata per valutare il rischio di un’azienda considerando la sua distanza dal punto di equilibrio e il diverso peso dei costi variabili rispetto a quelli fissi.

La classificazione dei costi è fondamentale per questa analisi e si basa sul comportamento dei costi al variare delle quantità prodotte e/o vendute. I costi possono essere suddivisi in costi variabili e costi fissi. I costi variabili sono quelli che variano in proporzione alle variazioni del volume produttivo, come ad esempio le materie prime. I costi fissi, invece, non variano al variare del volume di produzione entro certi limiti, come gli ammortamenti e gran parte delle spese generali.

Il punto di equilibrio o break-even point rappresenta il punto in cui i ricavi e i costi sono uguali. Dipende da tre variabili: l’entità dei costi fissi, l’entità dei costi variabili unitari e l’entità dei prezzi unitari. Il “punto di pareggio” è il volume di vendita in cui il fatturato conseguito è uguale ai costi totali.

L’analisi del punto di pareggio consente di determinare il cosiddetto “fatturato di break-even”, che rappresenta il volume di fatturato minimo che l’azienda deve raggiungere per evitare perdite gestionali.

Oltre all’analisi tradizionale, che prevede una sola curva dei costi, è possibile utilizzare l’analisi comparativa con due curve dei costi, corrispondenti a due diverse ipotesi aziendali. Ciò permette di valutare il punto di pareggio e determinare quale delle due alternative sia più conveniente in termini di livello di produzione o volume di vendita.

Il margine di sicurezza è un altro aspetto importante dell’analisi del punto di equilibrio. Esso rappresenta la differenza tra i ricavi realizzati e il fatturato di pareggio e indica la capacità di un’azienda di sopportare cali di fatturato senza incorrere in perdite. Un’azienda con un alto peso dei costi fissi può essere più rischiosa, in quanto l’area di perdita è più vicina e più consistente. Conoscere il margine di sicurezza consente di valutare il rischio aziendale e prendere decisioni strategiche per ridurlo, come ad esempio ridurre i costi fissi o aumentare il volume di vendita.

È importante sottolineare che il margine di sicurezza non rappresenta la potenzialità dell’azienda, ma solo il rischio di subire perdite in caso di calo del fatturato. Un margine di sicurezza elevato indica minori rischi aziendali in caso di calo del fatturato.

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