Il regime forfettario rappresenta un regime fiscale agevolato per persone fisiche che svolgono attività d’impresa, arti o professioni e che soddisfano determinati requisiti. Tuttavia, esistono alcune clausole ostative che ne limitano l’applicabilità, come stabilito dalla legge 190 del 2014.

Secondo una risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate, la clausola in questione riguarda specificamente coloro che controllano direttamente o indirettamente una società a responsabilità limitata (srl) che svolge attività economiche riconducibili a quelle dell’esercente attività d’impresa, arti o professioni.

Nel caso specifico analizzato, un libero professionista in regime forfettario ha l’intenzione di costituire una srl con altri soggetti, anch’essi in libera professione. I soci, in numero di cinque compreso l’istante, avrebbero una partecipazione paritaria del 20% ciascuno. Essi non intendono emettere fatture a nome della società, che si occuperebbe di programmazione e realizzazione di corsi di perfezionamento e aggiornamento, nonché di edizione di libri e pubblicazioni rivolti a professionisti.

È importante notare che i soci non svolgono direttamente le attività che saranno attribuite alla società e non esistono contratti di diritti d’autore già sottoscritti tra di loro. Inoltre, i soci concederanno gratuitamente alla società lo sfruttamento economico dei diritti di autore, come indicato nel contratto che intendono firmare.

L’istante richiede chiarimenti sull’applicabilità della clausola ostativa al regime forfettario prevista dalla legge. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la clausola richiede la presenza congiunta di due fattori: il controllo diretto o indiretto di una srl e l’esercizio da parte della stessa di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle degli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

La determinazione del controllo, diretto o indiretto, fa riferimento all’articolo 2359 del codice civile. Si considerano anche i voti spettanti a persona interposta, inclusi i familiari, ai fini dell’applicazione delle clausole ostative.

L’Agenzia ha specificato che per l’attivazione della causa ostativa è necessario valutare le attività effettivamente svolte dal contribuente e dalla società. Se vi è una riconducibilità diretta o indiretta tra le attività svolte, ad esempio mediante cessioni di beni o prestazioni di servizi tassabili con imposta sostitutiva alla società controllata, allora opera la clausola ostativa. In assenza di queste condizioni, il contribuente può applicare o rimanere nel regime forfettario.

L’Agenzia ha precisato che la valutazione della presenza della causa ostativa avviene nell’anno di applicazione del regime forfettario. Pertanto, in generale, il contribuente può aderire al regime forfettario nell’anno di costituzione della società, ma se la causa ostativa è presente, decadrà dal regime nell’anno successivo.

Nel caso specifico in esame, l’istante afferma di non avere alcun controllo giuridico o influenza dominante sulla srl in costituzione, e non viene menzionato alcun valore economico derivante dalla cessione dei diritti d’autore dei soci alla società. Se le attività svolte dalla persona fisica e dalla società fossero riconducibili a codici ATECO differenti, la clausola ostativa non si applicherebbe.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate sottolinea che se l’attività effettiva della società si limita allo sfruttamento dei diritti d’autore, si ritiene che essa eserciti attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle degli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

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