Con l’approvazione in sede di conversione del Decreto “Collegato alla Finanziaria 2025”, arriva una novità per i titolari di partita IVA con ricavi o compensi 2023 non superiori a 170.000 euro: il differimento della scadenza del secondo acconto delle imposte 2024.

Nuove scadenze e modalità di versamento

Per il periodo d’imposta 2024, il termine per il versamento della seconda o unica rata dell’acconto, inizialmente previsto per il 2 dicembre 2024, viene posticipato al 16 gennaio 2025.

I contribuenti possono scegliere tra due opzioni.

  • Unica soluzione: pagamento entro il 16 gennaio 2025.
  • Mensilizzazione: pagamento in cinque rate di pari importo, a partire dal 16 gennaio 2025, con applicazione di interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Le scadenze sono le seguenti:
  • Prima rata: 16 gennaio 2025
  • Seconda rata: 17 febbraio 2025 (il 16 cade di domenica)
  • Terza rata: 17 marzo 2025 (il 16 cade di domenica)
  • Quarta rata: 16 aprile 2025
  • Quinta rata: 16 maggio 2025

Chi può beneficiare del differimento

Il rinvio riguarda esclusivamente le persone fisiche titolari di partita IVA che, nel periodo d’imposta 2023, hanno dichiarato ricavi o compensi non superiori a 170.000 euro. Questo include:

  • Lavoratori autonomi e imprenditori individuali.
  • Contribuenti minimi e forfetari.
  • Titolari di imprese familiari o aziende coniugali non gestite in forma societaria.
  • Esercenti attività agricole o connesse (ad esempio, agriturismi e allevamenti).

Anche chi svolge più attività, contraddistinte da diversi codici Ateco, può accedere al beneficio, a patto che la somma dei ricavi complessivi rientri nella soglia indicata.

Esclusioni

Non possono usufruire del differimento:

  • Persone fisiche con ricavi o compensi superiori a 170.000 euro.
  • Soci di società di persone, SRL trasparenti o associazioni professionali senza partita IVA propria.
  • Società di capitali, enti non commerciali e soggetti diversi dalle persone fisiche.

Imposte coinvolte

  • Il differimento riguarda la seconda rata d’acconto delle seguenti imposte:
  • IRPEF
  • Cedolare secca
  • IVIE e IVAFE
  • Imposta sostitutiva per i contribuenti minimi e forfetari

Esclusioni dal differimento

Non rientrano nella proroga i contributi previdenziali dovuti alla Gestione IVS o alla Gestione Separata INPS, che restano in scadenza il 2 dicembre 2024, così come i premi assicurativi INAIL.

Un passo verso la mensilizzazione fiscale

Questa misura si inserisce nel percorso di riforma fiscale che mira all’introduzione della periodicità mensile per i versamenti degli acconti e saldi IRPEF, agevolando la gestione finanziaria dei lavoratori autonomi e imprenditori individuali. Tuttavia, è importante ricordare che il testo del Decreto è ancora in attesa di approvazione definitiva.

Nota Bene: per ulteriori dettagli o chiarimenti, si consiglia di consultare la Circolare n. 31/E del 9 novembre 2023 dell’Agenzia delle Entrate.

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