La Legge n. 207/2024 (Finanziaria 2025) ha introdotto rilevanti modifiche alla disciplina del credito d’imposta legato al piano “Industria 4.0”, che interessa le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali. Di seguito, una sintesi delle principali novità per il 2025, esclusivamente relative al credito d’imposta “Industria 4.0”.

Abrogazione del credito per beni immateriali

A partire dal 1° gennaio 2025, il credito d’imposta per gli investimenti in beni immateriali (ad esempio software, piattaforme e applicazioni digitali) sarà abrogato. Fino al 31 dicembre 2024, le imprese possono ancora usufruirne nella misura del 15% su un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro, a condizione che l’ordine sia accettato e che sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo entro tale data.

Nuovo limite di spesa per beni materiali

Per gli investimenti in beni materiali (come macchinari e attrezzature), è stato introdotto un limite massimo di spesa complessiva pari a 2.200 milioni di euro per il credito d’imposta nel 2025. Gli investimenti devono essere effettuati o “prenotati” entro il 31 dicembre 2025, con il versamento di un acconto di almeno il 20% entro tale data, e completati entro il 30 giugno 2026.

Le aliquote per il credito d’imposta rimangono invariate:

  • 20% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 10% per la quota di investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 5% per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro.

Esclusioni dal limite di spesa

Il limite di spesa non si applica agli investimenti già “prenotati” prima del 31 dicembre 2024, ossia quelli per cui:

  • l’ordine risulti accettato dal venditore;
  • sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo.

Comunicazione al MiMIT e fruizione del credito

Per accedere al credito d’imposta, le imprese devono trasmettere al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMIT) una comunicazione delle spese sostenute e del credito maturato, utilizzando il modello approvato con il DM del 24 aprile 2024.

Il MiMIT, verificata la documentazione, trasmetterà all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie e l’ammontare del credito utilizzabile, che sarà erogato in base all’ordine cronologico di ricevimento delle comunicazioni.

Conclusioni

Le modifiche apportate dalla Finanziaria 2025 puntano a razionalizzare gli incentivi, con l’eliminazione del credito per beni immateriali e l’introduzione di un tetto massimo di spesa per i beni materiali. È essenziale per le imprese pianificare gli investimenti rispettando le nuove tempistiche e gli obblighi di comunicazione per massimizzare i benefici fiscali.

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