Nel quadro della dichiarazione dei redditi, i contributi versati per il personale domestico – colf, badanti, baby-sitter, autisti – possono essere dedotti dal reddito complessivo. Si tratta di un’opportunità fiscale che riguarda anche molti professionisti, compresi i titolari di studi odontoiatrici, che ricorrono a questo tipo di assistenza nella vita privata.

Vediamo in sintesi come funziona.

Chi può dedurre i contributi

La deduzione è riservata al datore di lavoro, ossia al soggetto che ha formalmente stipulato il contratto. È indifferente chi effettui materialmente il pagamento: anche se si utilizza il conto di un familiare o terzo, la deduzione spetta solo a chi ha assunto.

I contributi sono deducibili fino a un massimo di € 1.549,37 all’anno, ma solo per la quota a carico del datore di lavoro. La parte dei contributi pagata per conto del lavoratore non può essere dedotta.

Tipologie di personale ammesso

Sono deducibili i contributi versati per:

  • addetti ai servizi domestici generici (colf, autisti, giardinieri…)
  • addetti all’assistenza personale o familiare, anche nei confronti di persone non autosufficienti.

Nel caso di assistenza a soggetti non autosufficienti, oltre alla deduzione dei contributi, è possibile richiedere anche una detrazione del 19% sulle spese sostenute, secondo l’art. 15 TUIR.

Modalità e tempistiche di versamento

I contributi devono essere effettivamente versati (principio di cassa) e sono deducibili solo nell’anno in cui si paga, non in base al trimestre di competenza.

Le scadenze per i versamenti all’INPS sono:

  • 1° trimestre: entro il 10 aprile
  • 2° trimestre: entro il 10 luglio
  • 3° trimestre: entro il 10 ottobre
  • 4° trimestre: entro il 10 gennaio dell’anno successivo

Anche i contributi tramite Libretto Famiglia sono deducibili

Per le prestazioni occasionali (es. baby-sitting, assistenza a disabili, ecc.) è possibile usare il Libretto Famiglia INPS. In questo caso, per ogni ora di lavoro il datore può dedurre € 1,65 (contributo previdenziale), mentre la quota per l’INAIL non è deducibile.

E se l’assunzione è tramite agenzia?

I contributi pagati tramite agenzia interinale sono deducibili solo se l’agenzia rilascia una certificazione che attesti gli importi e il soggetto utilizzatore del servizio.

Compilazione del modello 730

I contributi deducibili vanno indicati nel rigo E23 del Mod. 730/2025, relativi ai versamenti effettuati nel 2024. È necessario conservare la documentazione con i seguenti dati:

  • generalità di datore e lavoratore
  • trimestre e anno di riferimento
  • settimane e ore lavorate
  • importo totale versato (al netto della quota lavoratore e del contributo CAS.SA.COLF)

 

Contributi CAS.SA.COLF: attenzione

 

Il contributo di € 0,06/ora, versato dal datore di lavoro alla cassa sanitaria per colf e badanti, non è deducibile.

 

Esempio pratico

 

Una collaboratrice lavora 525 ore in un trimestre, per un totale di contributi versati pari a € 677,25. La quota a carico del lavoratore è di € 157,50, quindi l’importo deducibile sarà di:

€ 677,25 – € 157,50 = € 519,75 (arrotondato a € 520,00).

 

Conclusione

 

La corretta gestione fiscale dei contributi per colf e badanti può generare un risparmio significativo, soprattutto per chi ha contratti attivi tutto l’anno. Il rispetto del principio di cassa, la conservazione della documentazione e la compilazione corretta del modello 730 sono fondamentali per beneficiare della deduzione.

Per assistenza nella compilazione del rigo E23 o per valutare correttamente la deducibilità delle spese sostenute, è consigliabile rivolgersi a un commercialista esperto.

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