Con l’avvicinarsi della chiusura dell’anno, per molte srl odontoiatriche emerge il tema della valutazione dei lavori in corso di esecuzione al 31 dicembre. Come gestirli correttamente dal punto di vista contabile e fiscale? Facciamo chiarezza seguendo le indicazioni dell’OIC 23 e le recenti novità normative.
Criteri contabili: due possibilità
Secondo il Codice Civile (art. 2426), e in linea con l’OIC 23, i lavori in corso possono essere valutati con due approcci:
- criterio della commessa completata (valutazione al costo);
- criterio della percentuale di completamento (valutazione sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati).
La scelta dipende dalla durata delle prestazioni e deve essere applicata in modo omogeneo per tipologie simili di commesse (es. durata, prestazioni analoghe, etc.).
Quando si usa la percentuale di completamento
Il metodo della percentuale di completamento può essere adottato per le commesse pluriennali, come trattamenti ortodontici o protesici che si estendono oltre i 12 mesi. Tuttavia, possono essere usate anche per prestazioni con durata inferiore all’anno, purché siano soddisfatte alcune condizioni:
- esistenza di un contratto vincolante tra le parti;
- certezza nel diritto al corrispettivo per il prestatore;
- nessuna incertezza contrattuale significativa;
- possibilità di stimare in modo attendibile i risultati della prestazione.
Per poter applicare il metodo della percentuale di completamento assume rilevanza la formalizzazione degli accordi tra le parti, tramite un contratto, dove venga chiaramente previsto il diritto al corrispettivo.
Le condizioni da rispettare che permettono una stima attendibile del risultato di commessa nei contratti a corrispettivo predeterminato sono le seguenti:
- i ricavi di commessa possono essere determinati con attendibilità;
- è ragionevolmente certo che i ricavi di commessa sarano saranno incassati;
- i costi di commessa attribuibili al contratto possono essere identificati con chiarezza e determinati con attendibilità;
nel caso di commesse inferiore ai 12 mesi, si può scegliere, tra questi diversi metodi per la rilevazione della percentuale di completamento per misurare l’avanzamento della commessa (OIC 23):
- metodo cost to cost (rapporto tra costi sostenuti e costi totali previsti);
- metodo delle ore lavorate (molto usato in ambito odontoiatrico per facilità operativa);
- metodo delle unità consegnate;
- metodo delle misurazioni fisiche.
Per molte srl odontoiatriche, il metodo delle ore lavorate rappresenta la soluzione più gestibile, soprattutto se supportata da sistemi gestionali capaci di registrare tempi e costi per tipologia di prestazione (implantologia, ortodonzia, etc.).
Il trattamento fiscale: cosa è cambiato dal 2024
Con l’entrata in vigore del DLgs. 192/2024, il trattamento fiscale dei lavori in corso si è allineato a quello civilistico, ma con alcune importanti distinzioni temporali.
Commesse avviate nel 2024
Per i lavori iniziati dal 1° gennaio 2024, il criterio contabile adottato sarà valido anche ai fini fiscali, senza necessità di apportare variazioni nel modello REDDITI 2025. Dunque, se una srl valuta al 31/12/2024 i lavori in corso con il criterio delle ore lavorate o del costo, lo stesso criterio si applicherà anche fiscalmente.
In sintesi
Per una corretta gestione dei lavori in corso al 31 dicembre:
✅ valutare la durata delle prestazioni (infrannuali o pluriennali);
✅ verificare la presenza di contratti e la possibilità di stimare costi e ricavi;
✅ scegliere il criterio contabile più adatto e applicarlo in modo coerente;
✅ considerare l’anno di avvio della commessa per definire il corretto trattamento fiscale.
Una consulenza contabile specializzata è fondamentale per evitare errori e ottimizzare il trattamento fiscale delle prestazioni odontoiatriche, soprattutto in presenza di piani terapeutici complessi e di lunga durata.