Ogni anno, come medico o odontoiatra, sei tenuto a dichiarare all’Enpam il reddito da libera professione prodotto nell’anno precedente. Lo strumento è il Modello D, da compilare e inviare online dall’area riservata. Per il 2026 c’è una notizia che ti dà respiro, ma anche un motivo in più per non rimandare.
La scadenza 2026: c’è tempo fino al 4 settembre
Il Modello D 2026 riguarda i redditi libero-professionali prodotti nel 2025. Il termine ordinario di invio è il 31 luglio, ma quest’anno è stato prorogato a venerdì 4 settembre 2026. Attenzione, però: chi invia oltre il termine paga una sanzione fissa di 120 euro, a prescindere dall’importo dichiarato. La proroga è un margine in più, non un invito a rimandare: l’errore più frequente è ridursi agli ultimi giorni e sbagliare la compilazione.
Quali redditi vanno dichiarati
Va dichiarato il reddito che deriva dall’attività medica e odontoiatrica in qualunque forma, indipendentemente da come è qualificato ai fini fiscali. In concreto rientrano, tra gli altri:
- i redditi di lavoro autonomo prodotti nell’esercizio della professione, in forma individuale e associata;
- i redditi da collaborazioni o contratti a progetto connessi alla competenza professionale;
- i redditi di lavoro autonomo occasionale connessi alla professione (ad esempio partecipazione a congressi scientifici o attività di ricerca in ambito sanitario);
- i compensi per incarichi di amministratore in società o enti la cui attività è connessa alla professione;
- i redditi da partecipazione in società che svolgono attività medico-odontoiatrica.
Le attenzioni che riguardano il tuo studio
Qui si concentrano gli errori più costosi. Se sei convenzionato o accreditato, non devi dichiarare i compensi percepiti nell’ambito del rapporto di convenzione, ma soltanto quelli che derivano dalla libera professione. La linea di confine tra ciò che rientra nella sfera Enpam e ciò che va invece all’Inps non è sempre intuitiva: i due enti l’hanno chiarita in una circolare condivisa, ed è il punto su cui vale la pena confrontarsi con il proprio commercialista prima di inviare.
Non è solo una scadenza: è la base della tua posizione previdenziale
Il Modello D non è un semplice adempimento. Il reddito che dichiari determina i contributi dovuti e, di conseguenza, la tua posizione previdenziale futura. Dichiarare in modo impreciso, in eccesso o in difetto, significa versare più del necessario oppure esporsi a recuperi e sanzioni. Trattarlo come una formalità dell’ultimo minuto è, alla lunga, la scelta più cara.
La mossa giusta
Con la proroga al 4 settembre hai il tempo per farlo bene: recupera i dati dei redditi 2025, distingui con precisione libera professione e convenzione, e verifica le categorie che ti riguardano prima di inviare. Se hai una struttura articolata — più forme di attività, una STP, incarichi societari — è il momento di controllare la posizione con calma, non a ridosso della scadenza.
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