L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una nuova FAQ il 30 aprile 2025 per chiarire un aspetto importante riguardante la tassazione delle plusvalenze derivanti da cripto-attività, secondo l’art. 67, comma 1, lettera c-sexies) del TUIR.

Franchigia e non soglia

Per gli anni 2023 e 2024, l’importo di 2.000 euro non è da considerarsi come soglia (oltre la quale si tassa tutto), bensì come franchigia: ciò significa che si paga l’imposta del 26% solo sulla parte eccedente.

Esempio pratico
Se nel 2024 un contribuente ha realizzato plusvalenze per 2.500 euro, l’imposta sostitutiva del 26% si applicherà solo su 500 euro (ovvero la parte eccedente la franchigia).

Errore nella dichiarazione 2024? C’è rimedio

Chi nella dichiarazione relativa al 2023 ha tassato l’intero importo (anziché solo la parte eccedente) può richiedere un rimborso dell’imposta versata in eccesso. Nell’esempio sopra, sarebbe possibile chiedere il rimborso di 520 euro (cioè 2.000 x 26%).

Dal 2025 cambia tutto

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha eliminato la franchigia: dal 1° gennaio 2025 tutte le plusvalenze da cripto-attività saranno interamente tassate al 26%, senza più alcuna soglia di esenzione.

Questo chiarimento dell’Agenzia è fondamentale per evitare errori in fase di dichiarazione e per recuperare quanto eventualmente pagato in più negli anni passati.