Il 25 settembre 2025 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 132/2025, che introduce in Italia la normativa di adeguamento al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act). Si tratta del primo passo concreto verso una disciplina organica sull’intelligenza artificiale, finalizzata a garantire uno sviluppo etico, sicuro e trasparente di queste tecnologie.

La legge stabilisce i principi generali per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione dell’IA, promuovendone un utilizzo antropocentrico, cioè orientato al rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà delle persone, nonché dei principi di trasparenza, sicurezza, proporzionalità e non discriminazione.

I principi generali

Ogni sistema di intelligenza artificiale dovrà essere sviluppato:

  • su dati accurati, sicuri e trasparenti;
  • nel rispetto dell’autonomia e del controllo umano;
  • garantendo sorveglianza e intervento umano;
  • evitando qualsiasi forma di discriminazione o pregiudizio.

L’obiettivo è assicurare che l’IA sia uno strumento di progresso, senza compromettere la democrazia o i diritti fondamentali, e che sia accessibile anche alle persone con disabilità.

L’uso dell’IA nel mondo del lavoro

Uno degli aspetti più rilevanti della Legge 132/2025 riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. L’articolo 11 stabilisce che l’IA deve essere impiegata per migliorare le condizioni lavorative, tutelare la salute psicofisica dei lavoratori e accrescere produttività e qualità delle prestazioni.

Il datore di lavoro, o committente, è tenuto a informare i dipendenti sull’utilizzo di sistemi di IA, in particolare se impiegati per:

  • assunzioni o conferimenti di incarico;
  • gestione o cessazione del rapporto di lavoro;
  • assegnazione di mansioni o compiti;
  • monitoraggio o valutazione delle prestazioni.

Questi obblighi informativi sono esclusi solo nel caso di sistemi coperti da segreto industriale o commerciale. In ogni caso, l’uso dell’IA dovrà rispettare i diritti inviolabili del lavoratore, senza discriminazioni legate a sesso, età, etnia, religione, orientamento sessuale, opinioni politiche o condizioni personali.

Nasce l’Osservatorio sull’IA nel lavoro

Per monitorare l’impatto dell’intelligenza artificiale e favorirne un impiego corretto, viene istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di IA nel mondo del lavoro.

Tra i suoi compiti principali:

  • definire strategie per l’uso dell’IA in ambito lavorativo;
  • analizzare l’impatto sul mercato del lavoro e i settori più coinvolti;
  • promuovere la formazione di lavoratori e datori di lavoro sull’uso responsabile delle nuove tecnologie.

Le modalità operative dell’Osservatorio saranno definite con successivo decreto ministeriale.

Professioni intellettuali e intelligenza artificiale

Un’attenzione specifica è riservata anche alle professioni intellettuali (come avvocati, commercialisti, consulenti). L’articolo 13 stabilisce che i sistemi di IA potranno essere utilizzati solo per attività strumentali o di supporto alla prestazione professionale, mantenendo la prevalenza del lavoro umano e il rapporto fiduciario con il cliente.

Il professionista dovrà informare il cliente in modo chiaro e comprensibile sui sistemi di IA impiegati nella propria attività.

Incentivi per i lavoratori che rientrano in Italia

Infine, l’articolo 22 della legge modifica il regime fiscale dei lavoratori impatriati, includendo tra i beneficiari anche coloro che abbiano svolto attività di ricerca nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

In base al D.Lgs. 209/2023, chi trasferisce la residenza fiscale in Italia può beneficiare della tassazione agevolata al 50% sui redditi di lavoro dipendente, autonomo o assimilato fino a 600.000 euro annui, per un periodo di cinque anni.
Per accedere al regime agevolato, i lavoratori devono:

  • risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni;
  • non essere stati residenti in Italia nei tre anni precedenti;
  • svolgere la propria attività prevalentemente in Italia;
  • possedere elevata qualificazione o specializzazione, o aver svolto ricerca nel campo dell’IA.

In sintesi

La Legge n. 132/2025 rappresenta un passo importante per regolare in modo etico e trasparente l’uso dell’intelligenza artificiale, in particolare nel mondo del lavoro e delle professioni.
Le nuove regole pongono al centro la tutela delle persone, la formazione, la sicurezza e la trasparenza, favorendo un’integrazione equilibrata tra innovazione tecnologica e diritti umani.