Se il tuo studio fattura a strutture pubbliche — ASL, Comuni, enti convenzionati, scuole, università — dal 15 giugno 2026 c’è una regola in più da conoscere prima di emettere la prossima parcella. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), poi ritoccata in sede di conversione del Decreto Fiscale (L. 88/2026), ha introdotto una verifica preventiva sui pagamenti che la Pubblica Amministrazione effettua a favore dei professionisti.
Come funziona la nuova verifica
Prima di liquidare il compenso, la PA deve controllare la regolarità fiscale e contributiva del professionista, verificando l’eventuale presenza di debiti iscritti a ruolo. Il meccanismo si innesta sull’art. 48-bis del DPR 602/1973, la norma che già oggi disciplina la sospensione dei pagamenti pubblici verso chi ha pendenze con l’Erario. La novità estende e specifica questo controllo per gli esercenti arti e professioni.
In pratica, se dal controllo emergono debiti rilevanti:
- la PA non paga direttamente il professionista;
- la somma, in tutto o in parte, viene versata all’Agente della Riscossione fino a concorrenza del debito;
- solo l’eventuale eccedenza viene accreditata sul conto del professionista.
La soglia dei 5.000 euro
Il punto chiave, definito proprio in fase di conversione, è la soglia. Il blocco non scatta su ogni singola parcella e non su qualsiasi importo: opera soltanto in presenza di debiti iscritti a ruolo per un ammontare complessivo pari almeno a 5.000 euro. Sotto questa soglia, il pagamento procede regolarmente.
Attenzione però: si guarda al debito complessivo, non alla singola cartella. Piccole posizioni trascurate, sommate, possono superare la soglia senza che te ne accorga.
Perché riguarda anche lo studio odontoiatrico
La norma si applica a chi svolge abitualmente attività di lavoro autonomo con partita IVA e produce redditi di lavoro autonomo (art. 54 TUIR): rientrano quindi anche gli odontoiatri e i professionisti sanitari che fatturano a enti pubblici o a strutture a controllo pubblico. Se una quota del tuo fatturato passa da convenzioni o prestazioni verso il pubblico, la posizione debitoria diventa una variabile che incide direttamente sull’incasso.
La mossa giusta
Non aspettare che sia la PA a fermarti la parcella. Conviene verificare per tempo la propria situazione debitoria — l’estratto della posizione è consultabile nell’area riservata dell’Agente della Riscossione — e, se emergono pendenze, pianificare una soluzione: rateazione, definizione agevolata o saldo prima della successiva liquidazione. È un controllo che vale mezz’ora e può evitare mesi di incassi rallentati.
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