Se possiedi quote o azioni fuori dal regime d’impresa — di una società di famiglia, di una STP, di una SRL in cui hai investito — e stai valutando una cessione, la rivalutazione delle partecipazioni è uno strumento da conoscere. Dal 2025 è a regime, cioè non serve più attendere che venga riaperta di anno in anno: puoi usarla ogni volta che ti serve, ma entro una scadenza fissa che quest’anno cade il 30 novembre.

Come funziona

Con il versamento di un’imposta sostitutiva e la predisposizione di una perizia giurata, puoi ridefinire il costo fiscale della partecipazione posseduta al 1° gennaio dell’anno. In pratica, “aggiorni” il valore di carico della partecipazione al valore di perizia, pagando un’imposta oggi per ridurre (o azzerare) la plusvalenza tassabile in caso di cessione futura.

Le date da rispettare

La partecipazione deve essere posseduta al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Perizia giurata e versamento dell’imposta sostitutiva (in unica soluzione o come prima di 3 rate annuali) vanno completati entro il 30 novembre di ciascun anno. Dal 2026 l’aliquota è salita al 21% (era il 18% per la rideterminazione 2025); per le partecipazioni in Paesi black list l’aliquota è il 36%.

Quando conviene (e quando no)

Non è mai una scelta automatica. Conviene confrontare il costo della rivalutazione con la tassazione ordinaria della plusvalenza:

  • rivalutazione: valore della partecipazione all’1.1 × 21%;
  • tassazione ordinaria: plusvalenza (prezzo di cessione − costo storico) × 26%.

La rivalutazione conviene solo se il primo importo è inferiore al secondo. Un esempio concreto: partecipazione sottoscritta a 10.000 €, valore di perizia all’1.1 pari a 20.000 €. Il costo della rivalutazione sarebbe 4.200 € (20.000 × 21%). Se la cessione avviene a 20.000 €, la tassazione ordinaria del capital gain sarebbe invece 2.600 € [(20.000−10.000) × 26%]: in questo caso specifico la rivalutazione non converrebbe. Il calcolo va sempre fatto caso per caso, prima di incaricare il professionista della perizia.

Cosa serve per perfezionarla

Perizia giurata redatta da un professionista abilitato (dottori commercialisti, esperti contabili, revisori legali o periti iscritti in CCIAA) e versamento nei termini: l’assenza anche di uno solo dei due adempimenti rende inefficace la rivalutazione. Per le partecipazioni quotate non serve perizia: il valore si calcola sulla media dei prezzi di dicembre. Un ritardo sulle rate successive alla prima non compromette la rivalutazione già perfezionata, ma comporta sanzioni (sanabili con ravvedimento).

Un caso frequente: eredi e donatari

Chi ha ricevuto la partecipazione per successione o donazione dopo il 1° gennaio di riferimento non può rivalutare per quell’anno, salvo il caso in cui il dante causa avesse già conferito l’incarico per la perizia. Chi invece possedeva la partecipazione già al 1° gennaio può procedere, con il costo riconosciuto rispettivamente dalla dichiarazione di successione o dal costo del donante.

La mossa giusta

Se hai una cessione all’orizzonte — anche non immediata — vale la pena fare il calcolo di convenienza ora: la perizia richiede tempo, e il 30 novembre arriva prima di quanto sembri.

Hai partecipazioni societarie e stai valutando una cessione o un passaggio generazionale? Verifichiamo insieme se la rivalutazione conviene nel tuo caso, prima della scadenza del 30 novembre. Contattaci.