Il prossimo 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento dell’acconto IMU relativo all’anno d’imposta 2026.
Per determinare correttamente l’importo dovuto è fondamentale verificare quali aliquote applicare e se il Comune abbia approvato e pubblicato il nuovo prospetto IMU secondo le modalità previste dalla normativa.

Di seguito una sintesi pratica delle principali regole operative.

Acconto IMU 2026: quali aliquote utilizzare

Per il calcolo dell’acconto IMU da versare entro il 16 giugno 2026 occorre fare riferimento, in linea generale:

  • alle aliquote IMU 2025 pubblicate sul sito del MEF entro il 28 ottobre 2025;
  • oppure alle aliquote 2026, se il relativo prospetto è già stato pubblicato prima del pagamento dell’acconto;
  • in assenza di prospetto approvato e pubblicato, alle aliquote base previste dalla Legge n. 160/2019.

Dal periodo d’imposta 2025, infatti, i Comuni devono approvare obbligatoriamente le aliquote IMU attraverso il prospetto predisposto sul Portale del federalismo fiscale.

Se il Comune non utilizza questa procedura nei termini previsti, non possono essere applicate aliquote personalizzate e trovano applicazione quelle ordinarie stabilite dalla legge.

Le nuove regole per i Comuni

La delibera comunale che approva le aliquote deve essere redatta tramite l’apposito prospetto previsto dall’art. 1, comma 757, della Legge n. 160/2019.

Anche i Comuni che non intendono modificare le aliquote devono comunque utilizzare questa modalità.

Per il 2026:

  • il termine ordinario per l’approvazione del bilancio di previsione è stato fissato al 28 febbraio 2026;
  • per Sicilia, Calabria e Sardegna il termine è stato prorogato al 31 marzo 2026.

Affinché le aliquote abbiano efficacia per il 2026, il prospetto deve essere pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre 2026.

Cosa succede se il prospetto non viene pubblicato

Dal 2025, se il Comune non approva o non pubblica correttamente il prospetto IMU, si applicano automaticamente le aliquote base previste dalla normativa nazionale.

Le aliquote di base continueranno a essere utilizzate fino a quando il Comune non approverà validamente un nuovo prospetto.

Negli anni successivi, invece, se un prospetto è già stato approvato in passato ma non viene aggiornato, restano valide le aliquote dell’ultimo prospetto pubblicato.

Scadenze IMU 2026

Per il 2026 i termini ordinari di pagamento sono:

  • 16 giugno 2026 → acconto IMU;
  • 16 dicembre 2026 → saldo IMU.

Il contribuente può anche scegliere di versare l’imposta in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

Tuttavia, questa scelta può risultare poco conveniente, perché i Comuni potrebbero modificare le aliquote successivamente. In quel caso sarebbe comunque necessario effettuare un conguaglio a dicembre.

Come si calcola l’acconto IMU 2026

L’acconto corrisponde all’imposta dovuta per il primo semestre dell’anno.

Il calcolo avviene applicando:

  • la base imponibile dell’immobile;
  • l’aliquota di riferimento;
  • la percentuale di possesso;
  • il periodo di possesso;
  • eventuali detrazioni spettanti.

La regola generale prevede che l’acconto venga determinato utilizzando le aliquote dell’anno precedente.

Tuttavia, se il prospetto IMU 2026 risulta già pubblicato entro il 16 giugno 2026, il contribuente può utilizzare direttamente le nuove aliquote 2026.

Il saldo di dicembre

Entro il 16 dicembre 2026 occorrerà:

  • ricalcolare l’IMU effettivamente dovuta per tutto il 2026;
  • applicare le aliquote 2026 pubblicate entro il 28 ottobre 2026;
  • sottrarre quanto già versato in acconto.

Se il Comune non pubblica alcun prospetto valido, continueranno ad applicarsi le aliquote base.

Esempio pratico con aliquote 2025

Un contribuente possiede un’abitazione principale di categoria A/1 con rendita catastale rivalutata pari a 850,25 euro.

Il Comune ha pubblicato correttamente il prospetto IMU 2025, prevedendo un’aliquota dello 0,45% per le abitazioni principali di lusso.

La base imponibile sarà:

  • 850,25 × 160 = 136.040 euro.

Applicando l’aliquota dello 0,45%, il calcolo dell’acconto per il primo semestre porta a un’imposta di 206 euro, dopo aver considerato la detrazione spettante.

Il versamento avviene tramite modello F24 utilizzando il codice tributo “3912”.

Esempio con aliquote base

Se il Comune non ha pubblicato correttamente il prospetto IMU, il contribuente deve utilizzare l’aliquota base dello 0,50%.

Nel medesimo esempio precedente, l’acconto salirebbe a 240 euro.

Anche in questo caso il versamento avviene tramite modello F24 con codice tributo “3912”.

Esempio con aliquote 2026 già pubblicate

Una contribuente possiede al 50% un’abitazione tenuta a disposizione.

Il Comune ha già pubblicato a febbraio 2026 il prospetto con aliquota ordinaria dello 0,93%.

Poiché il prospetto 2026 è disponibile prima del 16 giugno, il contribuente può utilizzare direttamente questa aliquota per calcolare l’acconto.

L’imposta dovuta per il primo semestre risulta pari a 186 euro.

Per il pagamento tramite F24 viene utilizzato il codice tributo “3918”.

Conclusioni

Per il corretto calcolo dell’acconto IMU 2026 è indispensabile verificare:

  • se il Comune ha pubblicato il prospetto IMU;
  • quali aliquote risultano applicabili;
  • se è già disponibile il prospetto 2026;
  • oppure se devono essere utilizzate le aliquote base previste dalla legge.

Una verifica preventiva consente di evitare errori di versamento e possibili differenze da regolarizzare a saldo nel mese di dicembre.

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