Con la risposta n. 26/E, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito un aspetto rilevante per chi applica il regime forfettario: il superamento della soglia di 85.000 euro comporta l’uscita dal regime, anche se parte dei compensi percepiti non erano dovuti e vengono successivamente restituiti.

Il caso analizzato

Il caso riguardava una professionista, medico di medicina generale, che dal 2024 aveva aderito al regime forfettario.

A causa di un errore amministrativo, l’Azienda sanitaria provinciale l’aveva qualificata come medico pediatra, riconoscendole compensi più elevati rispetto a quelli effettivamente spettanti. Nel corso del 2024, quindi, la professionista ha percepito somme superiori al dovuto.

Nel gennaio 2025 l’errore è stato segnalato all’Azienda sanitaria, che ha confermato l’indebita erogazione. Nel corso del 2025, la contribuente ha restituito le somme percepite in eccesso.

Tuttavia, nella Certificazione Unica 2025 (relativa al periodo d’imposta 2024), sono stati indicati tutti i compensi effettivamente erogati nel 2024, compresi quelli poi restituiti nel 2025. Questo ha determinato il superamento della soglia di 85.000 euro nel 2024 e, di conseguenza, la fuoriuscita dal regime forfettario a partire dal 2025.

La richiesta di rettifica della Certificazione Unica non è stata accolta.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia ha richiamato i commi 54 e 55 della legge 190/2014, precisando che nel limite di 85.000 euro devono essere considerati tutti i compensi percepiti nell’anno, anche se successivamente restituiti al cliente o committente perché non spettanti, in tutto o in parte, per errore di quantificazione.

Ai fini della determinazione del reddito 2024 e della verifica del limite per il regime forfettario, rilevano esclusivamente le somme effettivamente percepite nel 2024. Quanto accade nell’anno successivo, come la restituzione delle somme, non incide sul calcolo del limite.

Di conseguenza, la Certificazione Unica è corretta se riporta le somme effettivamente erogate nell’anno di riferimento, anche se parte di esse è stata successivamente restituita.

Effetti sul regime forfettario

Il superamento della soglia di 85.000 euro nel 2024 comporta l’uscita dal regime forfettario a partire dal 2025.

Le somme versate in eccesso nel 2024, poi restituite nel 2025, possono essere oggetto di richiesta di rimborso al competente ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dal 2026, se in possesso dei requisiti richiesti, è possibile rientrare nel regime forfettario. L’applicazione nel 2025 del regime ordinario per mancanza dei requisiti non impone alcun vincolo triennale prima del nuovo accesso al forfettario.

Un aspetto da monitorare con attenzione

Questo chiarimento evidenzia l’importanza di monitorare con precisione l’ammontare dei compensi percepiti nell’anno, poiché anche errori amministrativi esterni possono incidere sul mantenimento del regime fiscale agevolato.

Per i professionisti sanitari, e in particolare per chi opera in convenzione con strutture pubbliche, è fondamentale verificare tempestivamente le certificazioni ricevute e l’eventuale superamento delle soglie previste dalla normativa.

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