Sostituire la porta d’ingresso con una porta blindata non è solo una scelta di sicurezza, ma può avere anche un impatto fiscale positivo. Vediamo in modo chiaro quando è possibile beneficiare della detrazione IRPEF e in quale misura.
Interventi agevolabili: perché la porta blindata rientra nel bonus
La normativa fiscale (art. 16-bis del TUIR) include tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio anche quelli finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi.
Per “atti illeciti” si intendono comportamenti penalmente rilevanti, come furti, aggressioni o altri reati che ledono diritti tutelati.
In questo contesto, sono considerati agevolabili diversi interventi sugli immobili, tra cui:
- installazione o sostituzione di cancellate e recinzioni
- applicazione di grate alle finestre
- installazione di porte blindate o rinforzate
- montaggio di serrature di sicurezza, spioncini e rilevatori di effrazione
- utilizzo di vetri antisfondamento o tapparelle metalliche con sistemi di blocco
La sostituzione della porta d’ingresso con una porta blindata rientra quindi a pieno titolo tra gli interventi ammessi alla detrazione.
Detrazione IRPEF: 50% o 36%?
Non tutti i contribuenti hanno diritto alla stessa percentuale di detrazione. La differenza dipende dalla posizione del soggetto che sostiene la spesa.
- Detrazione al 50%: spetta se la spesa è sostenuta dal proprietario dell’immobile o dal titolare di un diritto reale di godimento (ad esempio usufrutto) e riguarda l’abitazione principale.
- Detrazione al 36%: si applica negli altri casi, ad esempio quando chi paga non è proprietario né titolare di un diritto reale.
Limite di spesa
Indipendentemente dalla percentuale applicabile, resta fermo il limite massimo di spesa agevolabile pari a 96.000 euro.